
BRINDISI – Alle quattro di ieri mattina Stefano Cacudi, il 30enne rimasto coinvolto giovedì scorso in un grave incidente, ha smesso di respirare. Ha lottato con tutte le sue forze nel lettino del reparto di rianimazione dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. È stato sottoposto a diversi interventi chirurgici tesi ad arginare le emorragie interne. Non sono serviti a nulla. All’alba di ieri le speranze e le preghiere di tutti i suoi parenti e amici, si sono fermate. I medici non hanno potuto fare altro che constarne il decesso. Nel pomeriggio di ieri la salma è stata trasferita presso la sua abitazione in via Zara, oggi alle 17 presso la chiesa di San Giovanni Bosco, saranno celebrati i suoi funerali. Un intero paese in lutto. Dalle due di giovedì notte fino all’alba di ieri tutta la comunità sanpietrana è stata con il fiato sospeso per le sorti del giovane Stefano. Lo conoscevano proprio tutti. Un altro giovane vittima della strada. L’ennesimo. Questa volta non è stata la sp86 (la San Pietro Vernotico-Campo di Mare) a uccidere un ragazzo, ma la sp 357, quella che collega San Pietro a Squinzano. Anche quella strada, nel corso degli anni, ha tolto alla comunità sanpietrana diversi giovani. Stefano Cacudi mercoledì aveva trascorso la serata in un locale all’aperto che si trova sulla San Gennaro-Lendinuso, il Tarifa Club, luogo di incontro di molti giovani del posto. Una serata del tutto tranquilla con i soliti amici e la fidanzata Marzia. Verso l’una ha deciso di salutare tutti, la mattina seguente aveva un appuntamento di lavoro alle dieci e mezzo. Faceva l’animatore nelle discoteche insieme a un suo amico e collaborava con un’azienda del luogo.
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