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Giovedì
9 Settembre
2010
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Stefano Cacudi, uno show pure l’ultimo saluto

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SAN PIETRO VERNOTICO (BR) – Anche il suo funerale è stato uno show. L’ultimo. Quello che forse resterà per sempre nei cuori delle oltre mille persone che ieri vi hanno preso parte. Stefano Cacudi il dj, il vocalist, il cabarettista più seguito e amato dai sanpietrani e non solo, ieri ha salutato per l’ultima volta il suo pubblico. Per lui una platea commossa, emozionata, disperata, fatta di persone di tutte le età. Per lui i suoi amici hanno organizzato un funerale in grande stile: i più intimi indossavano una t-shirt su cui hanno fatto stampare il suo volto in veste di cabarettista, hanno tempestato il paese di manifesti e gigantografie in cui si annunciava lo show. La data è quella del 23 luglio. Giorno della sua morte. C’è una sua foto scattata durante uno spettacolo, indossa una camicia, un cappello e un paio di guanti di colore bianco, occhiali da sole. Ha un sorriso smagliante, le braccia aperte e i pollici rivolti all’insù. Sotto una frase “Ciao Stefano”. Non c’era altro modo per raccontare di lui, per esternare l’affetto di tutti nei suoi confronti. Per far sapere all’intera comunità chi era il 30enne deceduto all’alba di giovedì scorso dopo un incidente stradale avvenuto il giorno prima sulla strada provinciale che collega San Pietro Vernotico a Squinzano.
Stefano Cacudi lo conoscevano proprio tutti. Un ragazzo solare, sempre allegro che è riuscito solo a farsi voler bene. Negli ultimi due anni, insieme a un suo caro amico, Pasquale Zonno, ha dato vita a un gruppo di animazione che ha divertito il pubblico di pub, discoteche e stabilimenti balneari di tutta Italia. In molti sono coloro che hanno ballato e si sono divertiti al suono della sua voce, delle sue battute e della sua musica.
Giovedì scorso non è scomparso solo un 30enne ma un vero e proprio showman che ha regalato momenti di allegria a quanti hanno avuto modo di conoscerlo.
Ieri pomeriggio erano tutti lì, in via Zara, al fianco dei suoi genitori Giovanni e Antonella, di suo fratello Riccardo, della sua fidanzata Marzia a ricambiare in qualche modo quello che Stefano aveva fatto per loro nei suoi 30 anni di vita.
Naturalmente non sono mancate le urla di disperazione, le lacrime di dolore, gli applausi, i lunghi silenzi, gli sguardi fissi nel vuoto, lo sbigottimento, la voglia di fare un passo indietro di qualche giorno e di fermare il tempo a quando Stefano era ancora vivo. Congelare ogni istante della loro vita trascorsa insieme a lui.
Erano più di mille. Hanno invaso la sua abitazione di via Zara non appena la salma è stata trasferita a casa. Hanno seguito il feretro a piedi fino alla chiesa, hanno partecipato alla Santa Messa e lo hanno poi accompagnato al cimitero.
Nessuno, fino all’ultimo, ci ha realmente creduto. Qualcuno ha voluto pensare che si trattava di uno scherzo, di uno dei suoi soliti show. Un sogno, solo un brutto sogno. Non potevano credere che il loro dj non c’era più.
Stefano Cacudi mercoledì aveva trascorso la serata in un locale all’aperto che si trova sulla San Gennaro-Lendinuso, il Tarifa Clu. Verso l’una ha deciso di salutare tutti. Ha accompagnato la sua fidanzata Marzia a Carmiano, in provincia di Lecce e poi si è diretto verso la strada di casa a San Pietro Vernotico.
Ha imboccato la provinciale Squinzano-San Pietro ma poco prima di lasciare il centro abitato il suo destino è cambiato. A casa non ci è più arrivato. Un tronco di un albero di ulivo, questo avrebbero accertato i carabinieri, gli ha sbarrato la strada facendogli perdere il controllo dell’Alfa 156 di suo padre.
È andato a sbattere contro un muretto a secco. L’auto si è accartocciata, è rimasto incastrato nelle lamiere. Per estrarlo si è reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco. È stato trasportato d’urgenza all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Il suo quadro clinico è peggiorato nel giro di qualche ora. In seguito all’urto ha riportato diverse lesioni interne. Alle quattro di giovedì mattina ha smesso di respirare.  
Per lui hanno pregato e sperato tutti i suoi amici fino all’ultimo istante della sua vita.
Ieri lo hanno salutato per l’ultima volta. L’affetto che li legava a lui lo hanno esternato e continuano a esternarlo sulla sua pagina di Facebook.
“Quando vedrò una stella brillare capirò che mi starai sorridendo…ciao compà sarai sempre nei miei ricordi e nel mio cuore” ha scritto alle nove e venti di ieri sera Giuseppe Monteduro.
“Non si può dirti addio...non a te! Tu sarai sempre qui con noi, anche se non ti vediamo, ti sentiamo...sentiamo la tua voce...forte!!! Io la sento stè!Ciao!” (Sabrina Civilla, 21.20).
“Ciao Stefano ... ricordo come se fosse ieri …le prime feste da dj insieme… nei lontani anni '90…rimarrai sempre nei miei ricordi più belli…addio grande!” (Alessandro Rizzo, 20.20).
“Ciao pazzo sfrenato. Non saranno queste stupide vicende terrene a farti perdere il buonumore.
Certe persone, facci caso, quelle con maggiore carica vitale, ci tengono compagnia per poco. Sta a noi saperle amare ed apprezzare. Sta a noi gestire quel vuoto incolmabile. Sta a noi tenerle in vita”(Lino Corigliano ,16.20). “...e anche quest’anno un altro grande amico ci ha lasciato.
Una cosa inaccettabile ancora non riesco a crederci…continuo a chiedermi perché Dio permette questo?
Perché sempre i più bravi e più buoni ci devono lasciare? Ma ora la cosa che mi fa più male è non poterti dare l ultimo saluto amico mio…sono molto lontanto ma è come se fossi li in mezzo ai milioni di amici che verranno a salutarti...spero mi potrai perdonare...la tua unicità rimarrà  per sempre con noi...ti vogliamo un mondo di bene...a presto pazzo mio..!” (Francesco Indirli 15.30).
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 26 Luglio 2010 09:19 )  

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