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10 Settembre
2010
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Sbitri, altre ordinanze in 15 decidono di restare

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BRINDISI – Altre quindici ordinanze di sgombero saranno eseguite tra oggi e domani in contrada Sbitri. Si tratta di inquilini che non hanno abbandonato le villette di Sbitri 2, una zona limitrofa all’area su cui fino al 2007 c’erano decine di baracche che sono state demolite.
I vigili urbani, al comando di Teodoro Nigro, faranno ritorno sulla litoranea nord di Brindisi, a pochi passi dal complesso Acque Chiare, sottoposto a sigilli, e dall’ex villaggio degli abusivi stracolmo di amianto, attualmente in fase di bonifica su appalto del Comune.
I proprietari di fatto delle villette, alcune delle quali ristrutturate con gusto e dotate di ogni comfort hanno insistito per attendere gli sviluppi dei procedimenti civili e penali che sono in corso, aggiornati all’ottobre prossimo. Sono stati tutti denunciati per occupazione abusiva e si chiedono come mai tutti gli altri abitanti della zona, eccezion fatta per la cinquantina che per prima ha dovuto dire addio al villaggio fantasma che aveva realizzato e in cui aveva trascorso almeno una trentina di estati, non si trovino nelle medesime circostanze.
In quindici non hanno eseguito l’ordine di lasciare le case: nei prossimi giorni i vigili urbani torneranno in riva al mare, per mandare via chi è rimasto e murare gli ingressi.
Il sequestro dell’ultimo fazzoletto di terra popolato di contrada Sbitri risale al 2008. Anche le abitazioni meglio ristrutturate, quelle che non hanno l’apparenza di baracche sono abusive. Per tutto il resto delle costruzioni non autorizzate è stata eseguita una discussa demolizione. Sono stati stanziati fondi pubblici, dalla Provincia, per la bonifica dell’amianto. Altri dovranno esserne messi a disposizione per la riimozione delle rovine.
Nel 2007 il primo sequestro dell’area più estesa e più esposta. Su cui, visibili dalla litoranea che conduce ad Apani, erano state costruite una cinquantina di case vacanze abusive. Baracche nella forma e nella sostanza, ché in principio non erano altro che i ricoveri per i militari in servizio presso una polveriera.
Dopo il sequestro e l’evacuazione si procedette con l’abbattimento di tutti gli immobili.
Dopo il primo sequestro, con successiva rimozione dei sigilli, né è stato eseguito un altro.
Due denunce per altrettanti funzionari della Regione e del Demanio.
A provvedere alla messa in sicurezza provvisoria ci pensò inizialmente la procura di Brindisi, una volta autorizzata la demolizione. Dieci mila euro di anticipo.
Poi c’è stato da dibattere: competenze non attribuite, il denaro per ripristinare lo stato dei luoghi che non si trovava e che poi, vista l’urgenza, è stato reperito.
A metà agosto dovrebbe essere conclusa la prima parte dei lavori. Poi si penserà a ripulire e infine anche a ridare vita alla macchia mediterranea che trent’anni fa ricopriva le dune e che a causa degli insediamenti privi di permesso si è diradata fino a non crescere più.
Anche Sbitri 2 andrà demolito. Ma l’abbattimento, stavolta, non sarà disposto né eseguito seduta stante. Per il momento c’è da mandare via chi abita estate e inverno in quegli immobili a pochi passi dal mare che non potevano essere costruiti.
Restano ancora 15 “abusivi” in quella contrada che è sotto i riflettori dal maggio del 2007, quando in cinquanta dovettero portare via le proprie cose, i mobili e le pentole, perché costretti a sgomberare.
Ad altri, il medesimo destino è stato imposto lo scorso anno. Gli ultimi saranno “buttati fuori” nei prossimi giorni. La vicenda giudiziaria è ancora in piedi. Per i cinquanta di Sbitri uno si è conclusa in parte con una condanna per decreto penale commutata in sanzione pecuniaria. Tutti hanno nominato un avvocato, anche gli abitanti ai quali è stato concesso di restare ancora per qualche anno. Tra oggi e domani l’ennesimo blitz. Tutti via da Sbitri. Ma non è ancora tempo di inviare le ruspe, onde evitare di ritrovarsi con un altra grana, un nuovo ammasso di macerie sulla costa.
 

 

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