
Roma – Come aveva previsto il leader dell’Itala dei valori Antonio Di Pietro, le dimissioni del ministro Raffaele Fitto non sono durate che un giorno. Il premier Silvio Berlusconi le ha respinte ieri mattina durante il primo Consiglio dei ministri convocato dopo le elezioni regionali di domenica scorsa. Assente proprio Fitto, che ha però seguito telefonicamente la riunione dalla sua abitazione a Maglie, dov’è stato trattenuto per impegni improrogabili. Aprendo l’incontro il capo del governo, prima di dare avvio alla discussione, ha proposto ai membri del governo di rispedire al mittente la lettera di dimissioni inviata da Fitto. Richiesta che è stata accolta da tutti gli astanti, e salutata con un fragoroso applauso che definitivamente chiuso la pratica della sconfitta in Puglia. Stando a quanto appreso Berlusconi avrebbe motivato la sua decisione spiegando che Fitto non può essere additato quale unico resposabile della debacle del centrodestra. A sostenere il nome di Rocco Palese - poi sconfitto da Nichi Vendola - sono stati in tanti nel Pdl: e punirne uno per educarne cento, è parsa a Berlusconi una soluzione eccessivamente ingenerosa nei riguardi del ministro.







