
Bari – Il giorno della verità è arrivato. Oggi il Tar dovrà pronunciarsi in merito alla decisione della Corte d’Appello di Bari che due mesi fa ha deciso di tenere fuori dal Consiglio regionale della Puglia gli otto eletti grazie al cosiddetto “premio di governabilità”. Tra loro, il candidato dell’Italia dei valori di San Vito dei Normanni Lorenzo Caiolo, prima festeggiato come nuovo inquilino di via Capruzzi, e poi buttato giù dal suo scranno con un verdetto postumo della Corte d’Appello. Secondo quest’ultima, gli otto assurti all’onore dell’ambita carica, lo avrebbero fatto avvalendosi – senza volerlo – di un meccanismo elettorale ritenuto perverso e illegale poiché colpevole d’aver fatto impennare da 70 a 78 il numero dei consiglieri regionali. Lo Statuto ne prevede esplicitamente 70, e per correggere la palese stortura, la Corte ha deciso dare un taglio netto alla faccenda dichiarando in eleggibili gli otto in esubero. Immediato il loro ricorso al Tar, che questa mattina, come da calendario, dovrebbe dire la sua e riammettere o eventualmente tenere fuori gli otto aspiranti al Consiglio. Inevitabile la reazione del mondo politico regionale, spaccato tra chi non vede di buon occhio il ritorno del manipolo di esclusi – costerebbero troppo, è la tesi – e chi invece ritiene che l’eventuale riammissione vada accettata senza troppi fronzoli.










