
BRINDISI – Centotrè occhi puntati sulla città. Sulle auto che passano, la gente che passeggia e anche sui malintenzionati che potrebbero entrare in azione di giorno e di notte. Brindisi è sorvegliata: ieri mattina gli addetti hanno iniziato a montare le telecamere di videosorveglianza la cui installazione, finanziata dal Ministero dell’Interno con fondi Pon, era stata annunciata al termine di una riunione in Prefettura nell’aprile dello scorso anno, per porre un rimedio in termini di sicurezza alla sfilza di attentati incendiari e dinamitardi che stavano seminando il terrore. Sono sparse in tutta la città. Ce ne sono al Casale, davanti allo stadio e al cosiddetto “campo nero”. Tutto il centro storico è guardato a vista, lo sono i quartieri periferici. Le telecamere entreranno in funzione a breve: garantiranno un controllo costante della città. Le forze dell’ordine potranno “spiare” cosa accade in ogni dove utilizzando un username e una password. Ogni movimento dei brindisini sarà monitorato. Un po’ come un enorme “grande fratello” la vita della città, dei residenti e dei forestieri, sarà scrutata perennemente. E se non lo sarà, comunque potrebbe esserlo.



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